Mia piccola iena,

stiamo vivendo un periodo assurdo e difficile, che ci sta segnando profondamente.

E’ da più di 70 giorni che siamo stati costretti a mettere la nostra vita “esterna” in pausa, niente più scuola, niente più contatti sociali, niente più famiglie. Ma noi siamo andati avanti, le nostre vite sono andate avanti e tu stai diventando sempre più grande.

Un giorno sui libri di storia studierai quanto sta accadendo e probabilmente ne avrai solo un vago ricordo. Non so cosa sarà giusto o sbagliato raccontarti, in che modo integrare i tuoi ricordi per ricrearne un puzzle completo, quando tutto questo sarà finito.

Ci penso ormai da giorni…

Quello che sicuramente non ti racconterò è la cattiveria umana, non ti racconterò della stupidità delle persone, non ti racconterò della dilagante ostilità incontrata, né vorrò raccontarti del crescente sentimento di disprezzo e critica nato nelle persone.

Non ti racconterò nulla dei complottisti, dei giornalisti che hanno creato il panico o di quelli che hanno calpestato la privacy e la dignità di chi magari stava morendo in un reparto di terapia intensiva, solo per fare audience.

Non ti racconterò di Barbara D’Urso. Di questa purtroppo te ne renderai conto da sola.

Così come ti renderai purtroppo conto da sola dei miseri politici italiani che per un minimo di consenso tirano in ballo i morti o che ad oggi non hanno previsto alcuna misura per voi bambini.

Non proferirò parola sulla diatriba tra sceriffi del quartiere e paladini della libertà. Ti racconterò e ti farò vedere, però, i video di De Luca, l’unico che ha tolto le parole di bocca ad ognuno di noi.

Non ti dirò nulla di quanto l’essere umano sia spregevole, di quelli che non hanno rispettato i divieti, di quelli che a meno di 24 ore dall’inizio della Fase 2 hanno ricominciato ad inquinare e distruggere la nostra bella Terra. Né ti racconterò di chi ha speculato sui prezzi di mascherine e prodotti disinfettanti.

Non voglio raccontarti il rumore delle sirene che spezzavano il silenzio delle giornate lunghissime. Non ti racconterò dei camion che portano via le bare, né dei morti nelle fosse comuni.

Né voglio raccontarti di quante vite si sarebbero potute salvare, non ti racconterò di quello che sta accadendo al Pio Albergo Trivulzio ed in moltissime residenze per anziani in Italia, né ti racconterò di tua zia e di moltissimi disabili che in Italia sono stati completamente abbandonati dalla sera alla mattina.

Ti racconterò invece di come questo virus mi abbia dato la possibilità di viverci come famiglia, di come abbia rimesso al centro della mia vita le cose davvero importanti.

Ti racconterò di quanto tu sia stata brava ad accettare questa situazione.

Ti racconterò dei disegni, dei lavoretti, delle ore passate a terra a giocare con le PinyPon. Delle risate tue e di tuo padre la mattina appena svegli mentre io sono in cucina a lavorare.

Parleremo delle tantissime persone che hanno superato questa malattia, ti racconterò di medici ed infermieri che hanno salvato tantissime vite, della loro stanchezza, dei loro volti segnati.  Parleremo della paura e del fatto che non c’è niente di male ad averne.

Parleremo di tutte le belle persone che hanno aiutato chi ne aveva bisogno, dei gesti di solidarietà; ti racconterò di tutte le persone che – nonostante la paura – ogni giorno occupavano i loro posti di lavoro e ci hanno permesso di ricevere quello di cui avevamo bisogno, necessario ma anche superfluo.

Ti racconterò dei canti dai balconi, delle iniziative sul web, ti farò anche vedere qualche video di mamma che prova a fare yoga su zoom. Conserverò gelosamente il nostro arcobaleno.

Ti farò vedere video spettacolari di città deserte, la natura che è rinata. I delfini a Mergellina e Punta Campanella, le papere sul Lungotevere.

Parleremo di come nonno Mario e nonna Tony hanno imparato, a quasi 80 anni, ad usare whatsapp per fare le videochiamate, dei brindisi virtuali, dei rosari recitati a distanza.

Ti racconterò che se tante persone hanno paura, quel sentimento negativo, se gestito con intelligenza, può diventare forza.

Ti racconterò che anche gli esseri umani adulti, come i bambini, sanno essere straordinari, anche se a volte si dimenticano come si fa.

Perché questo è ciò che vorrei che ricordassi, che tutti ricordassimo, che tutti noi meritiamo di ricordare, che il bene vince sempre sul male, che gli abbracci sono importanti.

Ne usciremo, piccola mia. Forti e fieri.

Ti amo immensamente,

Mamma